NOSTOI
Dati, licenza e citazione
Cosa contiene questo catalogo
NOSTOI raccoglie schede di beni archeologici scavati clandestinamente, usciti illecitamente dall'Italia e in seguito restituiti, e ricostruisce la catena dei passaggi che ognuno ha attraversato: lo scavo, il mercato, le collezioni, le indagini, il ritorno.
Le schede seguono la normativa ICCD RA 3.00 per i beni archeologici. I passaggi di provenienza sono modellati come eventi — non come semplici collegamenti — e ciascuno conserva la formula esatta della fonte da cui è ricavato. Il catalogo non afferma nulla oltre ciò che le fonti stampano.
Come leggere un evento
Ogni passaggio porta con sé quattro cose che vale la pena guardare insieme:
- la formula della fonte, citata alla lettera e mai parafrasata;
- il qualificatore di data come lo stampa la fonte («negli anni Settanta»), che dice più della data normalizzata;
- la certezza — certa, probabile, ipotetica — che riflette quanto la fonte afferma, non quanto chi cataloga crede;
- lo stato evidenziale: una provenienza pubblicata, un accertamento giudiziario e un articolo di giornale non pesano allo stesso modo.
Gli attori anonimi («un compratore europeo rimasto anonimo») sono nodi distinti, numerati per catena e mai fusi fra loro: un unico nodo «collezione privata» falserebbe ogni misura della rete.
Il risultato è intelligence, non prova. La presenza di una persona o di una società in una catena non implica alcuna condotta illecita.
Licenza
I dati del catalogo — schede, attori, luoghi, eventi di provenienza — sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 4.0 (CC BY-SA 4.0). Puoi riusarli, anche a fini commerciali, citando la fonte e mantenendo la stessa licenza.
Le immagini possono avere titolarità diverse e vanno verificate caso per caso.
Fonti dei vocabolari
- Normativa e vocabolari ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), MiC — CC BY-SA;
- ontologie ArCo (Architettura della Conoscenza), ICCD e CNR-ISTC;
- vocabolari Getty (AAT, ULAN, TGN), Wikidata e GeoNames per gli allineamenti esterni.
Identificatori
Ogni scheda porta un identificatore persistente nella forma
NOSTOI-000001, assegnato alla creazione e mai più modificato. Non
coincide con la chiave interna del database di proposito: una chiave interna è un
dettaglio di come il database è fatto oggi, e una ricostruzione dei dati potrebbe
assegnarla a un altro oggetto. L'identificatore persistente invece viaggia nei file
esportati, quindi sopravvive anche a un catalogo ricostruito da zero.
Un identificatore non viene mai riassegnato, e non è una promessa: è come il catalogo è costruito.
- Le schede non si cancellano: si ritirano, e la riga resta. Una chiave non torna mai libera.
- Il prossimo identificatore si calcola sul numero più alto mai assegnato, comprese le schede ritirate.
- Un vincolo di unicità nel database impedisce a due schede di portare lo stesso identificatore.
- Una scheda ritirata risponde
410 Gonecon una spiegazione, non404: una citazione trova una lapide, non il vuoto — e mai un altro oggetto.
Una scheda si raggiunge indifferentemente per identificatore persistente o per
chiave interna: /api/oggetti/NOSTOI-000001 e
/api/oggetti/1 rispondono allo stesso modo. Nelle citazioni si usa il
primo.
Citazione
Formato consigliato per citare una scheda:
Per citare l'intero catalogo:
Dati aperti
L'API pubblica è in sola lettura e senza chiave:
/api/oggetti— l'elenco delle schede pubblicate;/api/oggetti/<id>— una scheda con la sua catena di provenienza;/api/grafo— nodi e archi della rete;/api/grafo.graphml— la stessa rete in GraphML, per Gephi o Cytoscape;/api/timeline,/api/mappa— le viste cronologica e geografica.
La base è https://api.archaeofuture.com. Le schede in bozza e gli eventi
non ancora rivisti non compaiono in nessuna di queste rotte.